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Notizie sul giacimento di lignite di Pietrafitta e del suo possibile sfruttamento si hanno già dal periodo dell’Unità d’Italia. Nel progetto della “Società Promotrice per la Ricerca e la Coltivazione delle Miniere dell’Umbria” del 1862, Pietrafitta viene annoverata infatti tra le possibili località di sfruttamento. Un secolo dopo, negli anni '60 del Novecento, l’assistente capoturno di miniera Luigi Boldrini, nella quotidiana attività di ispezione degli scavi delle ligniti, iniziò a costituire la prima raccolta paleontologica.

Solo negli anni '80 l’ENEL e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, con l’assistenza scientifica dell’Università degli Studi di Perugia, si incaricarono di raccogliere e conservare i reperti recuperati. Finalmente ci si accorse dell’importanza paleontologica del giacimento, con “solo” 20 anni di ritardo rispetto alle intuizioni di Boldrini. Testimonianza diretta dell’interesse del mondo scientifico nei confronti del giacimento paleontologico fu l’undicesimo Convegno della Società Paleontologica Italiana (SPI) tenutosi nell’Ottobre del 1987 nei locali della Centrale ENEL “Città di Roma”.

Le ligniti di Pietrafitta, nel territorio comunale di Piegaro (PG), fanno parte della successione lacustre del Bacino di Tavernelle che circonda l’Alta Valle del Fiume Nestore nella parte Centro-occidentale dell’Umbria poco a sud del Lago Trasimeno. Questo piccolo bacino tettonico di tipo intramontano si presenta colmato prevalentemente da depositi clastici di tipo pelitico che raggiungono uno spessore massimo di un centinaio di metri circa. La porzione superiore della successione è costituita da sedimenti argillosi ed organici di ambiente palustre, le lignite, spessi circa 8 metri e sormontati da argille tipiche di un ambiente lacustre. Dalle ligniti provengono microfossili di materiale pollinico e macroresti di flora e fauna, tra cui invertebrati e vertebrati. Nell'ambito dei resti vegetali le piante acquatiche rappresentano probabilmente i fossili più abbondanti e caratteristici. Sono state rilevate numerose specie, alcune estinte, molte ancora viventi e tipiche di ambienti umidi moderni.

Tra gli invertebrati, a Pietrafitta sono stati recuperati molte conchiglie di molluschi d’acqua dolce appartenenti a generi ancora viventi come Lymnaea, Bithynia, Ancylus e Unio e resti isolati tra cui ali, uova e tracce di gallerie di insetti fossili come Calopteryx virgo (Odonata, Calopterygidae), Ascalaphus libelluloides (Neuroptera, Ascalaphidae), Lasiocampidae (Lepidoptera), Chironomidae (Diptera) e Buprestidae, Cerambycidae e Curculionidae (Coleoptera).

Tra i vertebrati allo stato attuale delle ricerche sono stati identificati i pesci Scardinius cf. erythrophthalmus, Leuciscus e i cyprinidi, anfibi confrontabili con Latonia ragie e Rana ridibunda, rettili quali colubrini indeterminati, Natrix sp., Emys orbicolari e una vipera confrontabile con Vipera ammodytes. Molti sono i resti di uccelli, tra i quali Podiceps grisegena, Phalacrocorax cf. carbo, Ixobrychus sp., un cigno affine a Cygnus columbianus, Aythya sepulta, Aythya aretina, Anas penelope, Anas clypeata_, Anas cerca, Mergus merganser, Mergus serrator e un Gallus indeterminato.

I vertebrati più abbondanti e diversificati sono tuttavia i mammiferi. Le forme finora riconosciute sono Sorex sp., Talpa sp., Macaca sylvanus, Castor plicidens, Oryctolagus etruscus, Microtus (Allophaiomys) cf. ruffoi, Microtus (Allophaiomys) chalinei, Mimomys pusillus, Sciurus sp., Ursus etruscus, Panthera gombaszoegensis, Pannonictis nestii, Stephanorhinus hundsheimensis, Equus sp., una specie affine a Leptobos vallisarni, Megaceroides obscurus, Pseudodama farnetensis (=Axis eurygonos) e Mammuthus meridionalis vestinus.

Quest'ultima ricca associazione rappresenta la più significativa fauna locale riferibile all’Unità Faunistica di Farneta (Villafranchiano superiore, Pleistocene inferiore, 1.500.000/1.600.000 anni fa). Giacimenti fossiliferi come quello di Pietrafitta, a cui sono associate dettagliate informazioni sedimentologiche e paleontologiche, rivestono un particolare interesse e sono estremamente utili nell’ambito delle ricerche sulla storia della biodiversità ormai perduta del Quaternario italiano In quest'ottica le ligniti del Bacino di Tavernelle costituiscono un giacimento cui fare riferimento per approfondire le conoscenze sul Pleistocene inferiore dei bacini interni dell’Italia centrale. Le collezioni paleontologiche di Pietrafitta, frutto di decenni di attività di scavo, sono oggi ospitate all’interno di un museo costruito nei pressi delle vecchie miniere e dedicato alla memoria del paleontofilo e minatore Luigi Boldrini.

Per approfondire

Abbazzi L., (1985). Megaceroides obscures from the Val di Chiana (Cava Liberatori, Tuscany, Central Italy, Farneta F. U. early Pleistocene). Remarks of early evolution and systematics of Megaceroides. Bollettino della Società Geologica Italiana 34: 223-234.

Ambrosetti P., Capurso R., Covino R., Gallo G., Monicchia R., Salvatici B. (1992). Storia, energia, ambiente: un modello di centrale a Pietrafitta. Casa Editrice Protagon, Perugia, 144 p.

Ambrosetti P., Cattuto C., Gregori L. (1989). Geomorfologia e neotettonica nel Bacino di Tavernelle-Pietrafitta (Umbria). Il Quaternario 2: 57-64.

Azzaroli A., Mazza P. (1993). Large early Pleistocene deer from Pietrafitta lignite mine, Central Italy. Palaeontographia Italica 80: 1-24.

Conti M., Esu D., 1981, Considerazioni sul significato paleoclimatico e geodinamico di una serie lacustre pleistocenica inferiore presso Tavernelle (Perugia, Umbria). Geografia Fisica e Dinamica del Quaternario 4: 3-10

Gentili S., Abbazzi L., Masini F., Ambrosetti P., Argenti P., Torre D. (1996). Voles from early Pleistocene from Pietrafitta (Central Italy, Perugia). Acta Zoologica Cracovia 39: 185-199.

Gentili S., Barili A., Ambrosetti P. (2000). Lignites, fossils and mines – Palaeontological Heritage at Pietrafitta (Perugia, Central Italy). Museologia Scientifica 16: 27-40.

Gentili S., Federico M. (2005). An outline of Italian Leptobos and first sight on Leptobos aff. vallisarni from Pietrafitta (early Pleistocene, Perugia). Quaternaire 2: 81-89.

Zucchetta G., Gentili S., Pavia M. (2003). A new early Pleistocene bird association from Pietrafitta (Perugia, Central Italy). Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia 109: 527-538.

Testi di Angelo Barili e Sergio Gentili Fotografie di Angelo Barili, Sergio Gentili, Edoardo Martinetto e Archivio ISUC

(partially in English)