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Identificato nel 1984 a seguito di una ricognizione condotta dalla soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma, La Polledrara di Cecanibbio è tra i siti paleontologici musealizzati più importanti e spettacolari in Italia.

Dal 1985 l’area è stata oggetto di numerose campagne di scavo. Alla fine degli anni 90, vista l’eccezionalità nella disposizione dei resti, la loro abbondanza, la presenza di specie rare e lo straordinario stato di conservazione, fu approvato un progetto di musealizzazione, realizzato nel 2001 con l’inaugurazione di una struttura espositiva che attualmente copre circa 900 metri quadrati: una superficie corrispondente alle rive e all’alveo di un corso d’acqua impostato in un piccolo graben che, durante il Pleistocene medio superiore, incise gli strati di tufite granulare eruttata dall’apparato sabatino. Una dettagliata e recente ricostruzione ambientale interpreta i sedimenti del sito de La Polledrara come l’espressione finale di una fase di riempimento di una valle incisa, al termine di un’importante fase galciale.

Numerosissimi sono i resti riferiti alla specie Palaeoloxodon antiquus, secondo, in quantità di resti solo a Bos primigenius, mentre i perissodattili Stephanorhinus hemitoechus ed Equus ferus, e gli artiodattili Sus scrofa, Cervus elaphus e Bubalus murrensis, poco abbondanti. Altre parti scheletriche sono riferibili a carnivori, quali il lupo (Canis lupus), la volpe (Vulpes vulpes), il gatto selvatico (Felis sylvestris) e il tasso (Meles meles), mentre è stato riconosciuto un dente isolato riferibile al primate Macaca sylvanus. Scarsi sono i resti riferiti ai piccoli mammiferi come muridi (Apodemus sylvaticus, Microtus (Iberomys) breccensis), arvicolidi (Pliomys episcopalis, Arvicola sp.) e le poche ossa in semi connessione attribuite ad un leporide. Sono numerosi anche i resti di rettili, anfibi e uccelli, ancora in fase di studio. La frequentazione dell’area da parte di Homo heidelbergensis è testimoniata indirettamente da numerose pietre e ossa lavorate, e direttamente dal ritrovamento di un molare da latte.

Nell’area finora studiata si riconoscono più fasi di sviluppo del giacimento, riconducibili a differenti fasi del ciclo fluviale. Una prima fase di scorrimento è documentata nella zona meridionale dell’area, in cui sono riconoscibili incisioni e forme del fondo fluviale modellate dall’acqua. In questa zona gli elementi ossei di grandi dimensioni, quali alcune difese di P. antiquus, orientate lungo il loro asse lungo, indicano la direzione prevalente di scorrimento della corrente. Nella zona centrale dello scavo è preservata una fase riferibile a un momento immediatamente successivo a una piena. Durante questa fase, due esemplari adulti di P. antiquus erano rimasti intrappolati nel sedimento fangoso e le ossa degli arti, come testimoniano alcune vertebre e costole ritrovate in connessione anatomica e in posizione sub-fisiologica. Pochi metri più a ovest è documentata una situazione analoga, rappresentativa del sito e testimone dello straordinario contesto tafonomico che si è preservato: un esemplare adulto di elefante giace in connessione anatomica e posizione subfisiologica, intrappolato nei sedimenti fangosi del riempimento di piena. La carcassa è quasi completa: il cranio, le difese e la mandibola sono in connessione, parte dell’apparato ioide è dislocato pochi centimetri a sinistra del cranio, mentre gli arti anteriori sono in posizione fisiologica e quelli posteriori in connessione anatomica. Tutt’intorno, una moltitudine di elementi litici tra i quali numerosi rimontaggi, a suggerire che la carcassa fosse stata macellata e lavorata sul posto.

Per saperne di più

Anzidei A.P., Bulgarelli G. M., Catalano P., Cerilli E., Gallotti R., Lemorini C., Milli S., Palombo M. R., Pantano W. & Santucci E. (2012). Ongoing research at the late Middle Pleistocene site of La Polledrara di Cecanibbio (central Italy), with emphasis on humane-elephant relationships. Quaternary International 255: 171-187.

Anzidei, A.P., Bulgarelli, G.M., Cerilli, C., Gallotti, R., Lemorini, C., Manzi, G., Milli, S., Palombo, M.R. & Santucci, E., (2010). The Middle Pleistocene Paleolithic site with large mammal fauna of La Polledrara di Cecanibbio (Rome, Italy): recent data and prospects. Quaternaire, Hors-série 3, 119-121.

Anzidei, A.P., Arnoldus Huizendveld, A., Palombo, M.R., Argenti, P., Caloi, L., Marcolini, F., Lemorini, L. & Mussi, M., (2004). Nouvelles données sur le gisement Pléistocène moyen de La Polledrara di Cecanibbio (Latium, Italie). In: Baquedano, E., Rubio, S. (Eds.), Miscelànea en homenaje a Emiliano Aguirre. Zona Archeologica 4. Archeologia. Museo Arqueológico Regional, Madrid, pp. 20-29.

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Sito web a cura della Soprintendenza di Roma

Testo di Federica Marano
Fotografie di Federica Marano e Stefano Dominici