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L’area di Rocca di Cave, sui Monti Prenestini presso Roma, porzione più occidentale del Cretaceo Superiore della regione laziale-abruzzese, presenta un grande interesse paleoambientale e paleogeografico, in quanto rappresenta il margine della piattaforma carbonatica nell’intervallo Cenomaniano-Santoniano, zona di affioramento di scogliere fossili caratterizzate da una associazione diversificata, dominata da rudiste e altri bivalvi, gasteropodi, esacoralli, poriferi e con rari echinodermi. Il sito nei pressi del paese di Rocca di Cave, in particolare, non cessa di riservare sorprese: durante recenti lavori di ampliamento stradale sono venuti alla luce nuovi, eccezionali reperti fossili, testimoni di un antico mare tropicale di circa 100 milioni di anni fa.

Per il suo significato scientifico e per le magnifiche condizioni di affioramento, gli strati fossiliferi di Rocca di Cave sono stati oggetto da lungo tempo di particolare interesse da parte della comunità geologica. Nuove campagne di studio sono state intraprese in anni recenti dal Museo Geopaleontologico "Ardito Desio", che ha sede nella Rocca Colonna, sul versante nord-occidentale del paese, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Geologiche dell'Università di Roma Tre. Favorite dai processi naturali e dall’azione dell’uomo, i recenti lavori hanno evidenziato nuovi affioramenti che arricchiscono la conoscenza della successione. Il sito geopaleontologico, già inserito nella lista dei Geositi della Regione Lazio per una parte dei suoi affioramenti (codice RM_16), è di particolare valore per le faune fossili indicatrici di particolari condizioni paleoambientali. Molti degli esemplari di recente acquisizione sono ora conservati nel Museo Ardito Desio. I nuovi fossili forniscono nuovi spunti per studi di dettaglio degli ambienti di margine di piattaforma del Cenomaniano, localmente noto soprattutto per le sue associazioni fossili a rudiste e gasteropodi.

Sui fianchi della strada sono stati rinvenuti interi cespi di coralli in posizione fisiologica, con porzioni di colonie ampie alcuni metri, ed esemplari isolati sparsi nella matrice calcarea. Tra le scleractinie domina il genere Elasmocoenia, in colonie a struttura facelloide, con corallìti di circa un centimetro che si accrescono parallelamente l’uno all’altro, unendosi raramente. Le colonie di Elasmocoenia sono ramificate ma piuttosto massicce, suggerendo un ambiente ad energia medio-alta sul fronte dell’antica scogliera. Dapprima rinvenuta in piccole porzioni di colonie rimaneggiate di età coniaciana (87-86 milioni di anni fa), Elasmocoenia era stata poi segnalata nei Monti del Matese in depositi di età santoniana (84-83 milioni di anni fa). Il recente rinvenimento a Rocca di Cave consente ora di estendere di molti milioni di anni l’intervallo di esistenza di questo genere di Scleractinia.

Altri affioramenti che possono essere visitati in zona sono ubicati sul versante orientale di Colle del Pero, circa 2 km a sud-est del paese. Si tratta di uno spettacolare affioramento di una formazione di calcari bioclastici ad ippuriti e coralli del Turoniano-Campaniano, che affiora estesamente nel settore meridionale della struttura dei Monti Prenestini, a sud e ad est di Rocca di Cave. Le bioerme a ippuritidi del genere Vaccinites, sono accompagnate da rudiste radiolitidi del genere Sauvagesia, abbondantissimi gasteropodi nerineidi e del genere Trochactaeon, stromatoporoidi e frammenti di colonie di esacoralli.

Nei terreni cenomaniani a nord-est dell’abitato sono stati infine rinvenuti degli accumuli bioclastici con resti di ammoniti, in gran parte sotto forma di calchi interni di esemplari dei generi Phylloceras e Turrilites, assieme a frammenti di rudiste e di altri molluschi tipici di margine di piattaforma, in zona di scarpata continentale molto prossima alla scogliera biocostruita.

Per saperne di più

Carbone F., Praturlon A. & Sirna G. (1971). The Cenomanian shelf-edge of Rocca di Cave (Prenestini Mts., Latium). Geologica Romana 10: 131-198.

Carbone F., Russo A. & Sirna G. (1980). Comunità a coralli e rudiste del Cretacico Superiore di Rocca di Cave (Monti Prenestini, Lazio). Annali dell'Università di Ferrara 9: 199-217.

Fattori C. & Mancinella D. (2010). La Conservazione del Patrimonio Geologico del Lazio: materiali, modelli, esperienze. ARP, Regione Lazio: 1-206.

Grossi F. (2013). Rocca di Cave (M.ti Prenestini, Lazio): segnalazione di una barriera cenomaniana ad Elasmocoenia (Scleractinia). Giornate di Paleontologia XIII edizione, libro degli abstract.

Mariotti G. (1982). Alcune faune a rudiste dei Monti Carseolani: descrizione e correlazione dal bordo occidentale all’interno della piattaforma laziale-abruzzese. Geologica Romana 21: 885-902.

Maxia C. (1954). Carta geologica dei Monti Prenestini (Lazio). Pubblicazioni dell’Istituto di Geologia e Paleontologia dell’Università di Roma 12.

Sul web

Museo Geopaleontologico Ardito Desio

Testo e fotografie di Francesco Grossi