Utente: non autenticato Accedi | Italiano · English

Il Bacino di Anagni, con un’area di circa 20 km2, è ricco di siti paleontologici di età compresa tra il Pleistocene Inferiore e il Pleistocene Medio. Fontana Ranuccio, sito scoperto e subito parzialmente distrutto nel 1976, durante le attività di cava per l’estrazione della pozzolana, con la ripresa degli scavi è divenuto uno dei più studiati del bacino. Bisonti, pantere, cervi, elefanti antichi, accanto a resti di ossa umane e manufatti, fanno parte dell'associazione del sito.

Dal 1976 varie campagne di scavo hanno interessato il sito, principalmente condotte dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana (IsIPU). Dopo un periodo di interruzione, le attività di ricerca sono riprese negli ultimi anni, condotte in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra della “Sapienza - Università di Roma”. Sondato il terreno con due carotaggi, nel 2004, gli scavi veri e propri hanno avuto luogo durante due campagna nel 2007 e nel 2008, con scavo sistematico che ha coivolto anche alcune scuole dell’area, con attività didattiche.

La serie di Fontana Ranuccio è costituita dalla seconda fase di attività del complesso vulcanico laziale. Si riconoscono tre gruppi su uno spessore totale di 12 m. Lo strato archeologico e fossilifero, datato a circa 458 mila anni con il metodo K/Ar (Biddittu et al., 1979), è composto di lapilli e scorie in una matrice di sabbia colluviale pedogenizzata. Al suo interno vi sono numerose croste ferrose diagenetiche. Nello strato fossilifero si trova una ricca fauna comprendente: Palaeoloxodon antiquus, Stephanorhinus hemitoechus, Hippopotamus amphibius, Equus mosbachensis, Sus scrofa, Praemegaceros solilhacus, Cervus elaphus eostephanoceros, Dama clactoniana, Bos primigenius, Bison schoetensacki, Ursus deningeri, Panthera spelaea e Macaca sylvanus. Questa associazione faunistica è compatibile con lo stadio isotopico 11 e costituisce l’Unità Faunistica di riferimento del Galeriano superiore. Da Fontana Ranuccio provengono anche quattro denti, due incisivi e due molari inferiori, destro e sinistro, appartenenti probabilmente a Homo heidelbergensis. Sono stati rinvenuti anche numerosi strumenti litici e su osso di elefante, raccolti sia nella terra di risulta della cava che in strato. Si tratta di piccoli manufatti di selce grigia, generalmente scarti di lavorazione, ma anche raschiatoi e denticolati, rari bifacciali di selce o lava, attribuibili alla seconda fase dell’Acheuleano laziale. Con questi uno strumentario osseo grossolano, ottenuto da grandi diafisi di ossa lunghe di elefante e da epifisi di metapodi di bovino, e un piccolo numero di strumenti scheggiati e ritoccati con particolare finezza.

Per saperne di più

Ascenzi A. & Segre A.G. (1996). Artefacts and human teeth at the Fontana Ranuccio Middle Pleistocene site (central Italy). L’anthropologie, 34: 39-46.

Biddittu, I., Cassoli, P.F., Radicati di Brozolo, F., Segre, A.G., Segre Naldini, E. & Villa I. (1979). Anagni, a K-Ar dated Lower and Middle Pleistocene Site, Central Italy: Preliminary Report. Quaternaria Nova, 21: 53–71.

Gliozzi E., Abbazzi L., Argenti P., Azzaroli A., Caloi L., Capasso Barbato L., Di Stefano G., Esu D., Ficcarelli G., Girotti O., Kotsakis T., Masini F., Mazza P., Mezzabotta C., Palombo M. R., Petronio C., Rook L., Sala B., Sardella R., Zanalda E. & Torre D. (1997). Biochronology of selected mammals, molluscs and ostracods from the middle Pliocene to the late Pleistocene in Italy; the state of the art. Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia 103: 369-387.

Segre A.G. & Biddittu I. (2009). Pléistocène moyen et inférieur dans le Latium (Italie centrale). L’anthropologie, 113: 59–65.

Segre Naldini E., Muttoni G., Parenti F., Scardia G. & Segre A.G., (2009). Nouvelles recherches dans le bassin Plio-Pléistocèned’Anagni (Latium méridional, Italie). L’anthropologie, 113: 66–77.

Testo e fotografie di Luca Bellucci