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Nel 1999, durante una perlustrazione in elicottero seguita alla richiesta di cambiamento di destinazione d’uso di una cava presso Altamura, fu riconosciuto uno strano allineamento di fori sulla superficie dei calcari. Tornati sul sito, i responsabili dell'avvistamento si trovarono davanti una distesa sei volte più grande di un campo di calcio sulla quale erano impresse decine di migliaia di orme di dinosauro.

Veniva così scoperto uno dei più estesi siti ad orme d’Europa, aprendo la strada a una nuovissima interpretazione della storia geologica della Puglia. Il tacco d’Italia era dunque in parte emerso durante il Cretaceo, non completamente ricoperto dalle acque del mare come si era creduto fino ad allora. La scoperta del passaggio dei dinosauri su quella antica superficie di Cava Pontrelli era solo la prima di una lunga serie di ritrovamenti. Oggi i ritrovamenti ad orme della Puglia ammontano a 30, divisi tra siti e blocchi isolati, con l’aggiunta in media di un nuovo ritrovamento all’anno. Si pone così il problema della salvaguardia e della valorizzazione di un patrimonio paleontologico di importanza internazionale e con grandi potenzialità di comunicare al pubblico la paleontologia.

Geologia dei calcari di Altamura

La zona di Altamura è storicamente dedicata all’allevamento, la coltivazione del grano, e della vite e alla estrazione di pietra da taglio. I calcari del Cretaceo su cui sorge la città appartengono alla omonima Formazione del Calcare di Altamura, una successione geologica databile alla fine del Cretaceo (Turoniano-Mastrictiano, 65-88 milioni di anni fa). Con la sottostante Formazione del Calcare di Bari (95-135 milioni di anni fa) il Calcare di Altamura costituisce l’Avampaese Apulo, uno dei blocchi strutturali che compongono la penisola italiana. I calcari affioranti in cava Pontrelli sono sub-orizzontali e lateralmente discontinui, con tappeti stromatolitici, alcuni livelli a frammenti di rudiste e frequenti livelli argillosi di colore rosso, con strutture da disseccamento (mudcracks) tipiche di un ambiente prossimo alla linea di costa e soggetto a periodiche invasioni del mare. La Cava EcoSPi in località Pontrelli, oggi ribattezzata “Valle dei Dinosauri”, è solo una delle circa 180 cave censite attorno la città e molto ci si attende dalle future esplorazioni. Quattro ritrovamenti di orme di dinosauro si sono succeduti attorno ad Altamura a partire da quella prima scoperta del 1999. Il numero di orme degli altri siti è inferiore a quello di Cava Pontremoli, ma in alcuni casi la diversità è maggiore. L’insieme dei ritrovamenti di orme di dinosauri e il geosito della grotta di Lamalunga, con faune quaternarie e un esemplare di Neandertal incastonati negli speleotemi dell’ipogeo, danno un carattere di unicità alla zona di Altamura. Caratteristiche che, se correttamente valorizzate, potrebbero costituire una nuova attrattiva per la città.

Le orme di dinosauro

Le orme di Cava Pontrelli sono state stimate in numero di circa 30000. La preservazione delle impronte è veniva messa in relazione alla presenza di tappeti cianobatterici, tuttavia si è fatta strada una nuova interpretazione di tipo sedimentologico. Raramente è possibile seguire una pista lasciata da un singolo animale, se non in caso degli individui più pesanti. Nella maggior parte dei casi le pareti delle orme sono ricadute su sé stesse per la scarsa consistenza del fango. Le orme più profonde e tondeggianti sono quelle in cui si conserva in modo più fedele la forma originaria del piede. Tuttavia, l’imponente estensione della superficie calpestata, pari a circa quattro ettari e unica nel suo genere, rende possibile il ritrovamento di orme ben conservate, per quanto rare esse siano. I produttori di tracce (trackmaker) identificati appartengono in prevalenza a un gruppo di dinosauri corazzati simili agli anchilosauri. Subordinatamente si riconoscono orme di sauropodi, di animali carnivori di medio-piccole dimensioni dal collo lungo, e sporadiche tracce attribuibili (con dubbio) a dinosauri dal becco ad anatra. Le orme altamurane e degli altri siti pugliesi sono caratterizzate da dimensioni medie ridotte, forse indice di insularismo dei dinosauri apuli.

Fasi di studio

Lo studio anche con metodi fotogrammetrici, condotto dai paleontologi dell’Università di Roma “La Sapienza” ha consentito una prima datazione della successione e la descrizione del nuovo ichnotaxon Apulosaurypus federicianus associato all’attività di un dinosauro simile all'anchilosauro. Nuove siti interessati da orme furono scoperti negli anni successivi dai ricercatori dell’Università di Bari, autori di uno studio tafonomico e di una nuova datazione degli strati fossiliferi, attribuiti al Santoniano superiore (80 milioni di anni fa). Un nuovo rilievo fotogrammetrico dell’area di Cava Pontrelli è stato condotto dagli archeologi dell‘Università di Bologna, prima di una lunga pausa durata dal 2004 al 2011. Un blocco rinvenuto presso il cimitero cittadino, contenente alcune impronte ben conservate, è stato recentemente restaurato ed esposto presso il Museo Archeologico di Altamura. Lo studio del reperto con un laser scanner 3D, è stato realizzato grazie alla cooperazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali e il C.I.S.M.U.S. della Università di Bari. L’analisi multivariata ha consentito di distinguere tra orme e forme carsiche e di identificare un’orma di piccolo teropodo. Dell‘olotipo di Apulosaurypus federicianus ora esiste un modello virtuale 3D. La Sovrintendenza Archeologica della Puglia ha recentemente stipulato un accordo con il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari per inserire l’area all’interno di un percorso che la renda fruibile e ne consenta la salvaguardia.

Per saperne di più

Andreassi G., Claps M., Sarti M., Nicosia U. & Venturo D. (1999) – The late Cretaceous Dinosaur tracksite near Altamura (Bari), Southern Italy. Atti Convegno FIST, 20-23 settembre 1999, Bellaria, p. 28.

Iannone A. (2003). Facies analysis of Upper Cretaceous peritidal limestones characterized by the presence of dinosaur tracks (Altamura, Southern Italy). Memorie di ScienzeGeologiche, 55: 1–121.

Nicosia U., Marino M., Mariotti N., Muraro C., Panigutti S., Petti F.M. & Sacchi E. (2000). The Late Cretaceous dinosaur tracksite near Altamura (Bari, southern Italy). I Geological framework. Geologica Romana 35: 231-236.

Nicosia U., Marino M., Mariotti N., Muraro C., Panigotti S., Petti F. M. & Sacchi E. (2000). The late Cretaceous dinosaur tracksite near Altamura (Bari, Southern Italy): II Apulosauripus federicianus, new ichnogenus and new ichnospecies. Geologica Romana 35: 237-247.

Petruzzelli M., Iannone A. & La Perna R. (2011). Le tracce di dinosauro in Puglia: un’emergenza geo-paleontologica. In: Criticità geologiche del territorio pugliese: metodi di studio ed esempi. Giornata di Studi, 22 giugno 2011, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Bari.

Petruzzelli M., Lomurno F. & La Perna R. (2012). Experimentation of multivariate shape analysis on apulian dinosaur footprints. Giornate di Paleontologia XII edizione, Catania, 24-26 Maggio 2012. Riassunti: 58.

Sul web

Servizio TG1 online

Visita del 1 novembre 1999, Pt. 1
Visita del 1 novembre 1999, Pt. 2
Visita del 1 novembre 1999, Pt. 3

Testo e fotografie di Marco Petruzzelli