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Quando si parla di resti di dinosauri del Giurassico inferiore, uno dei siti più significativi d'Europa è i Lavini di Marco a Rovereto, in provincia di Trento: orme di più di duecento individui, dimensioni ed eccezionalità di alcune piste, un efficace struttura di accesso alla visita sono le attrattive che aspettano i visitatori.

Con oltre mille impronte finora scoperte, in molti casi organizzate in serie fino a 24 impronte, allineate lungo decine di piste, l'associazione icnologica di Rovereto è databile a circa 200 milioni di anni fa. I dinosauri documentati da queste tracce fossili erano numerosi, a volte lunghi fino a più di dieci metri e appartenenti a gruppi disparati. Centinaia di orme sono attribuibili a carnivori teropodi di dimensioni molto variabili, quasi altrettante le piste degli erbivori, tra i quali figuravano una ventina di antichissimi sauropodi, considerate fino ad oggi le piste di sauropodi più antiche mai scoperte e alcune di erbivori primitivi di piccole dimensioni appartenenti al gruppo degli ornitischia. Ai Lavini è documentata anche la presenza di animali molto più piccoli e di incerta attribuzione, ma non dinosauri. Le loro tracce non sono facili da riconoscere, a volte conservate in luoghi impervi e di difficile accesso. Altri animali che hanno lasciato traccia di sé sono bivalvi e gasteropodi, crostacei, rettili lacertoidi e forse mammiferi primitivi.

Partendo dal parcheggio presso la Grotta Damiano Chiesa e scendendo a ritroso fino alla prima curva, lungo la strada forestale sono visibili alcune piste ed orme isolate lasciate in da dinosauri carnivori e altri grossi rettili. Si prosegue salendo lungo il “colatoio Chemini”, dal nome dello scopritore del sito, incontrando una trentina di piste o orme isolate di sauropodi e teropodi. Su una parete quasi verticale, al termina di una piccola strada militare, gli strati rocciosi formano una grande piega, lungo il cui asse sono ben visibili due piste di sauropode, una che "risale” la parete, l’altra attraversata da quella di un grande teropode, con orme e altre piste isolate qua e là. A valle della strada forestale da cui siamo partiti si snodano tre altri colatoi disposti a "Y", chiamati convenzionalmente "colatoio del sauropode" (gamba inferiore), "colatoio dei teropodi" (braccio settentrionale) e "colatoio degli ornitopodi" (braccio meridionale). Qui si vedono una pista di piccolo sauropode, alcune di possibili ornitopodi bipedi di grandi dimensioni e decine di piste orme isolate di teropodi.

Di più difficile accesso (la forte inclinazione e la scivolosità degli strati sconsigliano la visita individuale), a sud del Colatoio Chemini, alcune delle orme più belle presenti ai Lavini, tra quelle lasciate da carnivori, erbivori bipedi e quadrupedi.

Il sito fu scoperto una mattina sul finire degli anni ‘80, quando Luciano Chemini, appassionato naturalista roveretano, passeggiava sui grandi lastroni di roccia messi a nudo dall’imponente frana dei Lavini di Marco. Il sole era basso e la sua luce radente metteva in risalto, lungo un corridoio liberato dai detriti, tre serie di cavità arrotondate, circondate da un bordo rialzato: sono le impronte oggi visibili lungo il Colatoio Chemini. Sebbene alcune cavità fossero riempite di terriccio, Chemini intuì che poteva trattarsi delle orme impresse nella roccia calcarea di qualche antico animale. Il ritrovamento venne segnalato al Museo Tridentino di Scienze Naturali e il sopralluogo dell’estate 1991 confermò l'intuizione: le piste segnalate appartenevano senza alcun dubbio a dinosauri! L'associazione icnologica è stata poi studiata in modo sistematico a partire dal 1992 sotto la direzione di Giuseppe Leonardi e Paolo Mietto.

Il sito paleontologico dei Lavini di Marco gode della protezione integrale in base alla legge Provinciale n. 37 del 1983. La visita, strutturata lungo cinque sezioni che prendono il nome dai relativi elementi del territorio descritti sopra, è facilitata dalla presenza di pannelli esplicativi lungo il percorso.

Per approfondire l'argomento è possibile visitare il Museo Civico di Rovereto che organizza, su appuntamento, visite guidate per gruppi.

Nel web

Museo Civico di Rovereto

Azienda di Promozione Turistica Rovereto e Vallagarina

Testi e fotografie di Marco Avanzini