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Dalla segnalazione di alcuni appassionati naturalisti, che avevano notato la presenza di resti fossili di vertebrati terrestri miocenici in alcune delle discariche nell’area della centrale termoelettrica di Fiume Santo, tra Porto Torres e Stintino, nel 1994 si recuperarono i primi reperti e iniziarono ricerche sistematiche. Sotto la guida della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari, seguendo lo sviluppo dei lavori di scasso e movimento terra all’interno della centrale termoelettrica, fu individuato il giacimento paleontologico, messo in luce dall’esecuzione di una trincea destinata al posizionamento di impianti idrici.

La fauna di Fiume Santo è “endemica”, ma non è esclusiva della Sardegna. I mammiferi fossili che troviamo in questa associazione, tra i quali spicca il primate antropomorfo Oreopithecus bambolii, erano già noti da alcune località della Toscana. Circa nove milioni di anni fa, nelle fasi finali del Miocene superiore, l’ambiente fisico era molto diverso da quello attuale: la catena appenninica si andava formando e la fisiografia dell’Italia, lo “stivale” che oggi conosciamo, ancora non era delineata. Nell’area del Tirreno settentrionale, una serie di terre emerse, isolate dalle masse continentali vicine, rappresentava i territori che oggi costituiscono la Sardegna e la Corsica, e parte della Toscana marittima. Queste terre emerse del Tirreno erano la patria di questa peculiare scimmia antropomorfa e della fauna che lo accompagnava.

L’ambiente in cui questi animali vivevano ricordava già, almeno in parte, quello della odierna macchia mediterranea; il clima subtropicale che aveva caratterizzato tutta l’Europa fino a poco tempo prima faceva sì che buona parte della flora fosse ancora costituita da piante di clima caldo umido, oggi tipiche delle foreste pluviali di alcune aree del sud della Cina. In questa zona si apriva un grande arcipelago, caratterizzato da una vegetazione leggermente più calda e umida di quella attuale. Il sito di Fiume Santo ha offerto abbondanti informazioni per capire chi erano gli abitanti di queste isole. Finora sono state identificate più di 15 specie di vertebrati. Del primate Oreopithecus bambolii sono stati recuperati alcune centinaia di reperti (quasi esclusivamente denti isolati). Inoltre, sono presenti numerosi erbivori (che costituiscono oltre il 90% della fauna) rappresentati da diverse specie di antilope (Maremma lorenzi, Etruria viallii, Turritragus casteanensis, Tyrrhnotragus gracillimus), e da una giraffa (Umbrotherium azzarolii). Meno comuni sono i fossili delle altre specie: vari denti isolati testimoniano la presenza di un coccodrillo (Crocodilya indet.), mentre pochissimi resti ciascuno documentano una tartaruga (Chelonii indet.), il suide (Eumaiochoerus etruscus), un piccolo mustelide (mustelide indet.) e l’urside onnivoro (Indarctos anthracitis). La associazione faunistica è completata da numerosi resti di microvertebrati tra cui sono individuati muridi (Huerzelerimys oreopitheci), ghiri (Anthracoglis engesseri), piccoli rettili e anfibi. La documentazione del giacimento paleontologico di Fiume Santo fornisce importanti dati per la ricostruzione della paleobiogeografia del Mediterraneo centrale durante il Miocene terminale, e contribuisce alla comprensione delle dinamiche evolutive degli ecosistemi continentali del Miocene terminale dell’area circum-mediterranea.

Per approfondire

Abbazzi L., Delfino M., Gallai G., Trebini L. & Rook L. (2008). New data on the vertebrate assemblage of Fiume Santo (North-western Sardinia, Italy), and overview on the Late Miocene Tusco-sardinian paleobioprovince. Palaeontology 51: 425-451.

Casanovas-Vilar I., Van Dam J.A., Moyà-Solà S. & Rook L. (2011). Late Miocene insular mice from the Tusco-Sardinian palaeobioprovince provide new insights on the palaeoecology of the Oreopithecus faunas. Journal of Human Evolution 61: 42-49.

Casanovas-Vilar I., Van Dam J.A., Trebini L. & Rook L. (2011). The rodents from the Late Miocene Oreopithecus-bearing site of Fiume Santo (Sardinia, Italy). Géobios 44: 173-187.

Rook L. (2006). L’isola delle scimmie. Un antico primate scoperto in Sardegna. National geographic Italia, Gennaio 2006.

Rook L. (2008). Gli antichi abitanti arrivati prima dell’uomo. I siti sardi narrano un’affascinante storia lunga 50 milioni di anni e stanno restituendo fossili di vertebrati sorprendenti oggi estinti. _ Darwin, Quaderni 2/08 “La Sardegna che non ti aspetti”_: 36-49.

Rook L., Abbazzi L., Delfino M. Gallai G. & Trebini L. (2006). Il giacimento paleontologico di Fiume Santo. Stato delle ricerche e prospettive a dieci anni dalla scoperta. Sardinia Corsica et Baleares Antiqvae 4: 9-17.

Nel web

I fossili di Fiume Santo su Italia Nostra

Sardegna Geoportale

Testo e fotografie di Lorenzo Rook