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L'area tra Orvieto e lago di Bolsena è caratterizzata da una successione di argille e sabbie marine fossilifere del Pliocene-Pleistocene inferiore e rocce vulcaniche e piroclastiti del Distretto Vulcanico Vulsino, del Pleistocene medio. Il sito paleontologico di Baschi Scalo, in corrispondenza della confluenza tra i fiumi Paglia e Tevere, costituisce la migliore esposizione dei depositi marini presenti nell’area e il luogo ideale per approfondire lo studio delle macrofaune e delle microfaune marine del Piacenziano e del Gelasiano del versante tirrenico dell’Appennino Centrale.

Le vulcaniti sono caratterizzate da una morfologia collinare, da deboli pendenze e da una apprezzabile stabilità geomorfologica, almeno per quanto riguarda le zone ad una certa distanza dalle scarpate, in netto contrasto con la morfologia dei sottostanti depositi marini, che, dove costituiti da argille, sono contraddistinti da una rapida evoluzione del paesaggio attraverso movimenti superficiali diffusi e a tratti da un paesaggio calanchivo. I margini dei tavolati vulcanici sono soggetti a fenomeni franosi, che assumono particolare rilevanza in estensione e intensità proprio in corrispondenza dei centri abitati.

La successione marina plio-pleistocenica, affiorante per circa 80 m e lateralmente continua, è caratterizzata da una straordinaria varietà specifica e abbondanza di malacofauna e microfauna marine, in ottime condizioni di conservazione. Il sito fa parte del Graben del Paglia-Tevere, un bacino estensionale orientato NNO-SSE sviluppatosi a partire dal tardo Zancleano (Zona a Globorotalia puncticulata) e comprendente due cicli deposizionali. Le facies grossolane indicano ambienti prossimi alla linea di costa, le sabbie rappresentano ambienti di spiaggia sommersa e le peliti ambienti di piattaforma. Le associazioni macropaleontologiche comprendono bivalvi, gasteropodi, coralli e brachiopodi di ambiente di piattaforma.

Per approfondire

Ambrosetti P., Carboni M.G., Conti M.A., Esu D., Girotti O., La Monica G.B., Landini B. & Parisi G. (1987). Il Pliocene ed il Pleistocene inferiore del bacino del Fiume Tevere nell’Umbria meridionale. Geografia Fisica e Dinamica del Quaternario 10: 10-33.

Barberi F., Buonasorte G., Cioni R., Fiordelisi A., Foresi L., Iaccarino S., Laurenzi M.A., Sbrana A., Vernia L. & Villa I.M. (1994). Plio-Pleistocene geological evolution of the geothermal area of Tuscany and Latium. Memorie per Descrivere la Carta Geologica d’Italia 49: 77-134.

Di Buduo G.M. & Di Cencio A. (2008). Malacofauna pliocenica vicino Baschi Scalo (TR). Un sito da tutelare. Volume Riassunti del Convegno SPI 6-7 giugno 2008 “I fossili come memoria della Terra e della Vita. Prospettive e problemi”.

Mancini M., Girotti O. & Cavinato G.P. (2003-2004). Il Pliocene e il Quaternario della Media Valle del Tevere (Appennino Centrale). Geologica Romana 37: 175-236.

Monaco P., Famiani F., Bizzarri R., Baldanza A. (2011). First documentation of wood borings (Teredolites and insect larvae) in Early Plestocene lower shoreface storm deposits (Orvieto area, central Italy). Bollettino della Società Paleontologica Italiana 50: 55-63.

Sul web

Museo Geologico e delle Frane di Civita di Bagnoregio

Testo e fotografie di Giovanni Maria Di Buduo e Andrea Di Cencio.